Ieri ho seguito di persona l'incontro su "2.0, nuove job opportunities" svolto presso l'Università di Siena.
A parte le belle parole, i bei propositi per il futuro...mi sento di fare alcune considerazioni, in puro stile 2.0 :-)
Premesso che non significano niente le definizioni di questo tipo, come ben detto da Mirko Lalli, è giusto precisare che secondo me il 2.0 è un modo di osservare il mondo con una prospettiva molto più complessa di come siamo abituati ad interagire con esso.
Forse sono un pò deluso dalle aspettative della giornata, e per chi fa marketing sa cosa intendo...
Ho avuto come la sensazione che si stesse parlando di una "favola" già sentita in cui ci sono dei mondi possibili, e dei mondi immaginari, molto vicini alla nostra realtà e se non ci siamo dentro vuol dire che non avremo mai le possibilità che questi meravigliosi mondi permettono.
Si è parlato di blogger e di freelance con l'esperienza di Elena Farinelli detta Nelly...
Ma molto onestamente sono in disaccordo sul fatto che esistano molte aziende alla ricerca di persone che sappiano utilizzare strumenti di condivisione....
Premesso che più del 90% delle aziende italiane è fatto di PMI, quello che queste aziende cercano è più che altro di capire come poter applicare questi strumenti e come poterli fare funzionare nelle loro aziende....pertanto ci vorrà ancora molto affinchè si generi una vera e propria richiesta di figure "ibride" che sappiano usare strumenti di condivisione.
Le aziende attualmente non sanno ancora come inquadrare un ipotetico "freelance" che svolga attività di "PR" o di marketing presso di loro
Perchè credo che la giornata ha agito in "vecchio stile" e non ha seguito la vera filosofia del 2.0?
Perchè invece di appesantire la giornata con un soliloquio unidirezionale fatto di presentazioni supermegalattiche, di belle immagini nonchè di "Mondi paralleli".... perchè non si cominciava intervistando tutti quei ragazzi che erano in sala?
Perchè non si cominicava chiedendo loro cosa si aspettano da questi nuovi strumenti per dare semmai delle risposte, anzi delle opinioni da esperti quali obiettivamente sono.
Invece no!
Si è pensato solo alla fine della giornata a dare spazio alle domande...con scarso successo, ovviamente! Dopo che mezza classe tutto ad un tratto si è alzata ed uscita mi sembrava evidente che qualcosa del famigerato "share your mind" non aveva funzionato.
La mia visione è che per parlare di nuovi strumenti e nuove forme di comunciazione bisogna cominciare applicandole materialmente .... perchè di belle presentazioni e di belle parole siamo un pò stufi tutti....
Naturalmente questa è solo la mia opinione....
Mi piacerebbe sapere le opinioni di Mirko Lalli, Elena Farinelli, e di Robert Piattelli